varaless: Congedo di Giosuè Carducci
Il poeta, o vulgo sciocco,
un pitocco
non è già, che a l'altrui mensa
via con lazzi turpi e matti
porta i piatti
ed il pan ruba in dispensa.
E né meno è un perdigiorno
che va intorno
dando il capo ne' cantoni,
e co'l naso sempre a l'aria
gli occhi svaria
dietro gli angeli e i rondoni.
E né meno è un giardiniero
che il sentiero
de la vita co'l letame
utilizza, e cavolfiori
pe' signori
e viole ha per le dame.
Il poeta è un grande artiere,
che al mestiere
fece i muscoli d'acciaio:
capo ha fier, collo robusto,
nudo il busto,
duro il braccio, e l'occhio gaio.
Non a pena l'augel pia
e giulìa
ride l'alba a la collina,
ei co'l mantice ridesta
fiamma e festa
e lavor ne la fucina;
e la fiamma guizza e brilla
e sfavilla
e rosseggia balda audace,
e poi sibila e poi rugge
e poi fugge
scoppiettando da la brace.
Fine.
Con dispiacere archivio il secondo cache che ho nascosto, ma proviamo qualcos'altro...